Il mio regno per un cavallo! – Continue? 16

Pubblicato lunedì 11 gennaio 2016

Ci sono diversi modi per affrontare la simulazione di un regno.
C’è ad esempio Civilization, di Syd Meyers, che dal 1991 ci mette in mano le redini della storia, spronandoci a costruire un impero che arrivi un giorno a conquistare le stelle, e che secondo TIME è uno dei giochi più importanti della storia.

C’è Sim City, di Will Wright e della sua Maxis, di appena due anni precedente a Civilization, che preferisce occuparsi di qualcosa di più modesto che un impero globale e si occupa solo di una metropoli, con tutto quello che ne consegue: infrastrutture, polizia, pompieri, ambulanze e mostri giapponesi.

Ci sono i vari Total War, a partire da quel Shogun: Total War sviluppato da Activision nel 2002, che ci mettono non solo al comando di interi eserciti sul campo di battaglia in tempo reale, ma anche alla guida di una nazione, tessendone le trame politiche con complicati accordi, alleanze e assassini a sangue freddo.

Poi ci sono giochi come Black and White dei Lionhead Studios, che per non rischiare ci mettono nei panni di una divinità che può plasmare il mondo in base ai suoi capricci e farsi adorare con il terrore o con la devozione, e la cui volontà viene portata agli uomini da avatar bestiali giganteschi che rispecchiano la natura divina del giocatore.

E poi c’è Kingdom, ideato da Thomas van den Berg e sviluppato dalla svedese Raw Fury, in vendita su Steam e GOG.

Il Kingdom di cui vi voglio parlare però non è la versione raffinata e definita che potete comprare per 11 miseri dollari, voglio parlarvi della sua prima incarnazione, quella in flash che ancora si trova gratuitamente sul sito di NOIO, nome d’arte di Thomas, e che ha avuto talmente tanto successo da convincere una software house, seppur piccola, a prenderlo sotto la propria ala protettiva e dargli una degna conclusione.

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Querty
Aggiornato il 11 gennaio 2016